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martedì 1 settembre 2026

Zumalacárregui e i baschi

 

Tomás de Zumalacárregui (1836), ritratto di Adolphe Jean-Baptiste Bayot.


"L'interesse che Zumalacárregui dimostrò nelle sue azioni per la sorte del popolo è, a nostro avviso, ciò che contribuì maggiormente a rafforzare il suo grande prestigio tra gli abitanti della Navarra e delle tre province basche: tanto che, considerandolo loro scudo e protettore, [...] gli obbedirono ciecamente e si offrirono volentieri a qualsiasi sacrificio egli esigesse da loro."


Juan Antonio de Zaratieguei (1804-1873), Vita e gesta di Don Tomás de Zumalacárregui

[Traduzione di Edoardo Rosa]

domenica 23 agosto 2026

1870: Carlos VII ringrazia i popoli delle Asturie




Grazie alle Asturie per la loro entusiastica manifestazione di fedeltà e per il ricco dono che da questo momento adornerà il petto del Principe legittimo, che porta il titolo con cui fin dall’antichità il mondo conosce gli eredi della Corona di Spagna.
Con nobile orgoglio avete ricordato, e con imponderabile soddisfazione ho ascoltato, i fatti illuminanti che illustrano la storia della nobile terra delle Asturie.
Giudichi bene quando attribuisci allo spirito di religiosità e di indipendenza l’origine delle imprese che, in tempi memorabili, compirono i nostri illustri antenati. Questo spirito è quello che ancora, per grazia speciale di Dio e nonostante le rivoluzioni, vive e incoraggia il popolo spagnolo; è lui che ispira l’anima mia pensando alla gloriosa restaurazione che metterà fine ai grandi dolori che soffre oggi la mia amata Patria.
Carlos VII, La Faraz, 2 agosto 1870

[Traduzione di Edoardo Rosa]

giovedì 13 agosto 2026

Il passato… e il futuro!




Dal 13 agosto 2026, Ernesto il disingannato cambia Direttore.
Nata nel 2017 per iniziativa del Professor Gianandrea de Antonellis, che ne è stato ideatore e Direttore, la nostra rivista digitale ha rappresentato in questi anni uno spazio di riflessione e approfondimento dedicato alla tradizione, al legittimismo e al pensiero carlista. Al Professore – che dirige anche la Collana di Studi Carlisti delle Edizioni Solfanelli – va innanzitutto la nostra gratitudine per aver dato vita a questo progetto, e per averne indicato con chiarezza l’orizzonte e la via da percorrere. 
Il nome stesso che egli scelse per la rivista richiama un’opera singolare della letteratura napoletana dell’Ottocento: Ernesto il disingannato, considerato il primo romanzo borbonico nel panorama italiano, pubblicato originariamente a puntate tra il 1873 e il 1874 sulle pagine del mitico giornale partenopeo Il Trovatore.
In questo romanzo popolare il protagonista, dopo aver sperimentato sulla propria pelle l’inganno del liberalismo e delle società segrete del suo tempo, giunge a un nuovo giudizio sulla realtà e impegna tutte le proprie risorse al servizio del Carlismo. Non è casuale, dunque, che proprio questo titolo sia stato scelto per una pubblicazione che vuole contribuire, nel suo piccolo, a vedere oltre le illusioni del presente.
Per Ernesto il disingannato cambia il Direttore quindi, ma non la direzione da seguire…
Oggi raccolgo il testimone con senso di responsabilità e con la volontà di proseguire questa esperienza senza smarrirne l’identità. Ovviamente, Ernesto il disingannato è e resta legato al Circolo Carlista Generale Borges di Napoli, fedele a SAR Don Sisto Enrico di Borbone, e si impegnerà a mantenere vivo uno sguardo autenticamente tradizionalista sulla realtà, aprendosi come sempre alle questioni culturali, storiche e politiche che interrogano il nostro presente (e il nostro futuro…).
Il nostro riferimento rimane lo stesso di sempre, il quadrilemma carlista: Dios, Patria, Fueros y Rey. Quattro parole che riassumono la nostra concezione organica della comunità, della politica e della libertà, fondata sulla Religione, sulle autonomie concrete dei corpi sociali, sulla legittimità e sulla continuità storica. Dio, Patria, Governo Legittimo e Libertà vera: Libertà Municipale.
Con questo spirito, Ernesto il disingannato prosegue il suo percorso. Sempre con umiltà, ma anche con la ferma intenzione di smontare e contestare le mode e le manie "del momento": per continuare a cercare la Verità, riconoscere gli inganni e, soprattutto, non dimenticare da dove veniamo e verso quale Bene dobbiamo tendere.

Dios, Patria, Fueros y Rey!

Riccardo Pasqualin

Membro del Circolo Carlista Generale Borges

domenica 17 agosto 2025

Gli abbagli di Dostoevskij riguardo il Carlismo



Il Diario di uno scrittore (in russo Дневник писателя, Dnevnik pisatelja) è una vasta raccolta di articoli che Fëdor Dostoevskij iniziò a pubblicare nel 1873 sulle pagine della rivista Il Cittadino (in russo Гражданин, Graždanin), dapprima con cadenza settimanale e successivamente riuniti in volumi per volontà dell’autore stesso. Gli scritti, pur con discontinuità, arrivano sino al 1881. In Italia il testo è stato reso disponibile nella traduzione Sansoni, per la collana Le Betulle, ed è noto soprattutto per un celebre passaggio in cui lo scrittore russo critica con durezza il processo risorgimentale.

martedì 3 dicembre 2024

Curiosità ispano-veneziane II

 La collaborazione tra D’Annunzio e Fortuny

Lo studioso Giovanni Isgrò ha definito la mancata collaborazione artistica tra Gabriele D’Annunzio e Mariano Fortuny (1871-1949) come un fatto negativo che «costituisce un grande vuoto nel panorama europeo» dell’evoluzione drammaturgica tra Ottocento e Novecento (1).
Il rapporto tra il Vate e il noto scenografo spagnolo trapiantato a Venezia, residente in Palazzo Pesaro degli Orfei, è stato ricostruito come scostante, probabilmente segnato da sottili gelosie e volontà di protagonismo, che hanno condotto – in pratica – al fallimento di un’alleanza che avrebbe potuto fare la storia del teatro.
L’incontro tra i due avvenne a Venezia alla fine dell’Ottocento, precisamente verso il 1894 (2), prima che, nel 1901, Fortuny si trasferisse a Parigi. Alfredo Sgroi osserva che, a quell’epoca, i due erano «Entrambi discepoli più o meno fedeli di Wagner, desiderosi di superare i confini di un teatro realistico nei toni e nei modi, inchiodato ai limiti di una scenotecnica che non ha ancora pienamente sfruttato tutte le potenzialità delle nuove scoperte scientifiche (la luce elettrica in primis), i due si incontrano con regolarità nella casa del pittore, frequentata anche da [Alfredo] Conti [1860-1930] e da Eleonora Duse» (3).

giovedì 18 luglio 2024

Video dei funerali di Carlo VII a Varese


Il 18 luglio per i carlisti del mondo è un doppio anniversario: si ricorda l'inizio della Cruzada del 1936-39, ma anche la scomparsa in esilio a Varese di Sua Altezza Reale Carlos VII, che era stato una speranza per tutti i cattolici del continente europeo. 

Purtroppo la pellicola è breve e rovinata, ma è tutto ciò che ci rimane.

In questa giornata, il blog Ernesto il Disingannato ha pensato di condividere con i suoi lettori ciò che rimane delle riprese del funerale del monarca. 

Oggi ricordiamo tutti questo Eroe della Religione e del Trono con una preghiera.


sabato 29 luglio 2023

Il Portastendardo di Civitella del Tronto n. 26 (agosto 2023)

L’inaffidabilità dei modelli climatici


Leon Battista Alberti scriveva nel 1450: «È l’estate più calda che uomo ricordi: un caldo anomalo di cui nessuna traccia esiste dall’antichità ad oggi» (Descriptio urbis Romae, nuova edizione a cura di J. Y. Boriaud e F. Furlan, Firenze, 2005). Gli fa eco nel nostro tempo, il professore di Geofisica all’Università di Trieste, nonché membro dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Nazionale delle Scienze: «Nel passato, quando l’uomo non poteva avere alcuna influenza sul clima, la terra ha già vissuto climi come quello attuale e, in secondo luogo, i modelli climatici hanno dimostrato la loro fallacia». E conclude: «Mi pare che il dibattito in corso evidenzi fortunatamente l’assenza di un consenso sulle sue origini. La Scienza non è democratica, affidarsi al consenso è un grave errore: bisogna guardare i fatti, che ci dicono che il pianeta è stato in passato caldo come e più d’ora» (La Verità, 19 giugno 2023). 

mercoledì 12 aprile 2023

Il Portastendardo di Civitella del Tronto n. 22 (aprile 2023)




Festa dei Martiri della Tradizione

Le celebrazioni centrali di Valencia

Sabato 11 marzo 2023, un gran numero di Carlisti provenienti dalle più svariate regioni delle Spagne, da La Plata all’Australia, dal regno di Napoli e dai regni di Oltremare, si sono riuniti a Valencia per celebrare la Festa dei Martiri della Tradizione. Gli atti centrali della Festa dei Martiri della Tradizione, che abitualmente si tengono a Madrid, quest’anno sono stati trasferiti a Valencia per ragioni logistiche. La Festa si è svolta a cura del Circolo Carlista Abanderado de la Tradición, Nuestra Señora de los Desceuperados, Alberto Ruiz de Gallareta guidato dal responsabile regionale Jesús Ferrando e della Segreteria Politica della Comunión Tradizionalista. 

giovedì 19 gennaio 2023

De Amicis e la Catalogna di ieri e di oggi

Quando si legge il libro Cuore e ci si imbatte in un bambino calabrese che non ha mai visto la neve, risulta difficile credere che Edmondo De Amicis abbia avuto chissà quali conoscenze di geografia, ma in realtà, dopo aver abbandonato l’esercito e l’impiego come giornalista militare, egli fu autore di diversi testi di viaggio: il primo fu Spagna, edito nel 1872. 

Avendo percorso la Penisola Iberica in tempi così movimentati, il resoconto dell’italiano non può che risultare interessante anche per i carlisti. De Amicis mise insieme quadretti di costume pieni di colore, notiziole politiche e aneddoti folcloristici, come la tradizione che attribuisce al Cid Campeador l’invenzione della corrida (in realtà usanza assai più antica).

Il 16 novembre 1870 il parlamento spagnolo aveva illegittimamente nominato Amedeo di Savoia (1845-1890) nuovo regnante di Spagna, una scelta traumatica che allontanò il popolo dalla monarchia e pose le basi per la proclamazione della repubblica. La Comunione Tradizionalista comprese che era tempo di agire, Cabrera rifiutò di impegnarsi in una nuova Carlistada, i neócatolicos rimasero a lungo incerti e più propensi a risolvere la questione seguendo la “via legale”, ma infine le insurrezioni furono preparate in tutto il nord del Paese e il 21 aprile 1872 Carlo VII, il Re legittimo, ordinò di iniziare una sollevazione generale.

sabato 7 gennaio 2023

Il Portastendardo di Civitella del Tronto n. 19

Epifania del Signore
Festa della Monarchia Tradizionale delle Spagne

Entriamo in un nuovo anno di colloqui con il nostro pubblico tradizionalista. E non possiamo che partire dal 6 gennaio, Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo e Festa dei Santi Re Magi. In questa giornata il tradizionalismo ispanico celebra due importanti avvenimenti: è il giorno della Monarchia Tradizionale e il giorno in cui si celebra la Pasqua Militare.

martedì 20 dicembre 2022

Presentazione della Collana di Studi carlisti

 Introduzione di Diego Benedetto Panetta


Buonasera a tutti
[...]
Quando ho appreso dal prof. de Antonellis dell’intenzione di voler presentare qui a Gaeta la Collana di Studi carlisti, sono stato sin da subito entusiasta per evidenti ragioni e storiche e valoriali.
Perché, vedete, considerare il solo elemento storico, il puro dato evenemenziale, privo della dimensione di senso che lo sorregge e lo sostanzia, equivale a parlare una lingua monca. Considerare la storia come un insieme di eventi dal quale non si può trarre alcun significato di fondo, alcun valore, considerare pertanto la storia da un punto di vista assiologicamente neutro, comporta la negazione della stessa funzione della storia quale magistra vitae.
La Collana di Studi che andremo a presentare, invece, è definita particolarmente da quell’aggettivo: “carlisti”, il quale esprime l’ordine dei valori nei quali ci si muove. Francisco Elías de Tejada osserva che la ragion d’essere del Carlismo sta nel sentirsi “l’erede delle vecchie Spagne, il continuatore della Controriforma, l’ultimo innamorato dell’ideale di una Cristianità cattolica” (Il Carlismo, trad. it., Solfanelli 2018, p. 72).

mercoledì 30 novembre 2022

Il Portastendardo di Civitella del Tronto n. 18

 Elogio del presepe napoletano



Incipit

Il termine presepe (o presepio) deriva dal latino praesepe (o praesepio o ancora praesepium) che vuol dire mangiatoia, Ed effettivamente tutto ruota attorno alla mangiatoia. È storicamente noto che l’idea di rappresentare la natività di Gesù, durante il periodo natalizio, venne a S. Francesco d’Assisi che nel 1223 realizzò a Greggio il primo presepe.

Nei primi secoli successivi a questa data l’iconografia presepiale è ridotta all’essenziale: Gesù, Maria, Giuseppe, il bue, l’asinello, gli angeli, i pastori ed i Magi. A Napoli abbiamo, invece, notizie del presepe già in epoca antecedente a quello di S. Francesco d’Assisi. Infatti, un documento del 1025 narra dell’esistenza di un presepe nella chiesa di S. Maria del Presepe.

sabato 23 luglio 2022

Il 52° Convegno Tradizionalista di Civitella del Tronto

Clicca qui per scaricare il Portastendardo di Civitella n. 13 in formato pdf

Il 52° Incontro Tradizionalista di Civitella del Tronto si è svolto quest’anno nei giorni 25 e 26 giugno, a causa delle restrizioni per il Covid che non ci hanno permesso di celebrare l’Incontro nella data canonica del terzo fine settimana di marzo. La nuova data ha coinciso con l’ultima settimana di giugno e ciò ha impedito a molti dei nostri amici di essere presenti all’Incontro annuale. Comunque, con l’aiuto di Dio, abbiamo potuto rispettare il programma prefissato e celebrare l’appuntamento annuale.

L’Incontro si è aperto con il Convegno di Studi di sabato pomeriggio che ha avuto per tema Tradizione e Conservatorismo. Una distinzione basilare tenuto presso la Sala polifunzionale del Comune di Civitella del Tronto, messa a disposizione dal sig. Sindaco di Civitella del Tronto, Avv. Cristina Di Pietro, alla quale va tutto il nostro ringraziamento.

venerdì 20 maggio 2022

Il Portastendardo di Civitella del Tronto n. 11

 Avanza una paurosa serie di spettri

 

Cliccare qui per scaricare l'intero numero


Numerosi acronimi minano il nostro futuro. Uno di questi è il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Purtroppo siamo portati a credere che dietro l’acronimo si nasconda un futuro tragico per la nostra Patria perché il nostro Paese sta ricevendo dall’Europa soldi che dovrà restituire a tassi tutt’altro che insignificanti. È spontaneo chiedere a quali progetti potranno servire questi soldi, dato che il prezzo dell’energia, elettrica e non, sta raddoppiando rispetto al prezzo degli ultimi venti anni. 

Una lunga serie di spettri avanza verso di noi. Lo spettro dell’inflazione sarà il primo incubo che dovremo affrontare. 

giovedì 28 aprile 2022

Un dialogo napoletano del 1875 sul Carlismo

 

a cura di Riccardo Pasqualin

 



Dopo la proclamazione del Regno d’Italia nacquero molti giornali in napoletano oltre a Lo Trovatore, ed erano di varie tendenze politiche. Lo Lampo era una testata umoristica neutrale, che apparve per la prima volta il 9 agosto 1875 e cessò di essere stampata nel 1876 (cfr. Emeroteca Biblioteca Tucci, La satira a Napoli nella stampa periodica del ventennio post-unitario, Fiera del Libro di Belgioioso, Pavia 27-28 settembre 2003). Questo «Giornale elettreco-pe tutte» aveva per motto le parole: «Patte chiare amicizia longa». Una “rubrica” fissa era il dialogo tra Barbanera e Pulcinella, il primo si esprimeva in italiano, mentre il secondo in vernacolo; uno di questi testi ci risulta abbastanza interessante: sul numero 58 di venerdì 15 ottobre 1875 i due personaggi parlano della situazione della terza guerra carlista (1872-1876) in Spagna. 

sabato 29 gennaio 2022

Il Carlismo si alimenta leggendo

 Il Carlismo si alimenta leggendo

Sono diverse le citazioni inflazionate che formano il prontuario del conformista, che, cantava Gaber, «quando ha voglia di pensare, pensa per sentito dire». Sono frasi che vengono usate per darsi un po’ di tono: frammenti di libri che pochi hanno letto davvero, schegge di epistolari non ben identificabili (o forse nemmeno esistenti).

Una tra queste massime è attribuita a Miguel de Unamuno: «Il fascismo si cura leggendo e il razzismo si cura viaggiando». Tenendo presente che l’opera omnia di Mussolini consta di 44 grossi volumi, il pensiero risulta abbastanza ingenuo e di certo non può riassumere il complesso rapporto tra Unamuno e l’estrema destra. All’inizio della Cruzada lo scrittore spagnolo sostenne i falangisti e più tardi ammise: «Non appena nacque il movimento salvatore capeggiato dal generale Franco, mi sono unito ad esso, sostenendo che ciò che bisognava salvare della Spagna è la civiltà occidentale [sic] cristiana e, con essa, l’indipendenza nazionale».