La concezione cristiana della vita pubblica
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Nell’assurdo tentativo di emanciparsi da Dio, la società civile del nostro tempo ha respinto il soprannaturale e la rivelazione divina sottraendosi così alla efficacia vivificante della Grazia, che resta in ogni tempo la più grande garanzia dell’ordine, il più potente vincolo di fraternità tra gli uomini.
La pretesa che non esiste alcun vincolo tra l’uomo, lo Stato e Dio, Creatore e legislatore supremo, è totalmente contraria al Diritto naturale. Come lo è la credenza che sia lecito nella vita politica separarsi dai precetti divini e legiferare senza tener conto di questi. Ecco l’errore più grande del nostro tempo. Errore dal quale derivano, a catena, i restanti errori nella politica.
È un grave errore cercare la norma costituzionale della vita politica fuori dalla dottrina della Chiesa; oppure costruire le istituzioni della società civile, tracciare l’ordinamento giuridico o dettare le leggi fondamentali senza tenerne conto. A partire da poco più di due secoli la maggior parte delle dottrine politiche e dei sistemi politici che continuano a svilupparsi nel nostro tempo sono caduti in tale errore. Il razionalismo, il laicismo, il liberalismo, la massoneria, il materialismo, i nazionalismi, il totalitarismo, il comunismo, il socialismo, la democrazia liberale o borghese sono puntualmente falliti nel loro tentativo di costruire una società senza Dio.
