domenica 16 agosto 2026

Premo Letterario del Zocco - I edizione


La Confraternita del Zocco, attiva a Grisignano dal 1985 nella valorizzazione della storia, della letteratura e delle tradizioni venete, indice la prima edizione del Premio Letterario del Zocco. In questa prima edizione il concorso è dedicato alla poesia  inedita in lingua veneta.


Per leggere e scaricare il bando:

https://www.alzocco.it/wp-content/uploads/2026/06/BANDO-PREMIO-LETTERARIO-DEL-ZOCCO-PRIMA-EDIZIONE.pdf

sabato 15 agosto 2026

Proposta di intitolazione a Giuseppe Sacchetti di un nuovo ponte padovano




Nella Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, condividiamo con i nostri lettori la proposta avanzata dalla vicentina Confraternita del Zocco al Comune di Padova per l'intitolazione di un nuovo ponte tranviario al giornalista patavino Giuseppe Sacchetti.
Ecco il testo della lettera:

Spettabile Ufficio toponomastica del Comune di Padova buongiorno,

con la presente la Confraternita del Zocco sottopone all’Amministrazione Comunale di Padova la proposta di intitolare al giornalista Giuseppe Sacchetti (Padova, 1845-1906) il nuovo ponte attualmente in costruzione sul Canale Scaricatore, destinato al passaggio della linea tranviaria e posizionato parallelamente al Ponte di Voltabarozzo (vedi fotografia). La nostra proposta nasce dal desiderio di restituire alla memoria della città un personaggio patavino di particolare rilievo, la cui opera, pur avendo avuto a suo tempo una notorietà ben più ampia dell’ambito municipale, merita oggi di essere nuovamente conosciuta e valorizzata.

Giuseppe Sacchetti fu innanzitutto cronista, direttore di importanti pubblicazioni periodiche e protagonista di primo piano del movimento cattolico italiano dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai primi del Novecento. Nato a Padova nel 1845, dopo gli studi compiuti presso il Collegio Fagnani si dedicò intensamente al giornalismo, assumendo nel tempo la direzione di diverse testate.

Il suo attivismo non si limitò tuttavia alla pubblicistica. Sacchetti fu anche tra i promotori del Circolo Sant’Antonio di Padova, del quale fu il primo presidente, e partecipò in maniera significativa alla vita e allo sviluppo del movimento cattolico, fino a diventare una delle personalità padovane di maggiore rilievo nell’ambito dell’Opera dei Congressi. L’indimenticabile storico Gabriele De Rosa (1917-2009) lo ricorda come uno dei principali esponenti del movimento cattolico italiano.

Riteniamo pertanto che la sua figura possieda sufficienti meriti per essere ricordata attraverso l’intitolazione di un’opera pubblica di nuova realizzazione. Il ponte, peraltro, non è distante dal Bassanello, sobborgo a cui il Sacchetti era particolarmente legato; a tale riguardo ci permettiamo di rimandare agli importanti studi compiuti sul personaggio dalla Professoressa Antonia Arslan.

La Confraternita del Zocco ritiene che l’intitolazione «Ponte Giuseppe Sacchetti» (magari con l’aggiunta di una targa con un ritratto dello scrittore, di cui possiamo fornirVi l’immagine) possa costituire un omaggio appropriato alla memoria di un illustre padovano e, insieme, un’occasione per promuovere la conoscenza della storia culturale e sociale della città.

Con la presente, chiediamo pertanto che la nostra proposta venga presa in esame dall’Ufficio Toponomastica e sottoposta alla competente commissione consultiva per la denominazione delle vie cittadine, secondo la procedura prevista dal Comune di Padova per l’intitolazione di nuovi luoghi pubblici.

Siamo naturalmente disponibili a fornire una più ampia documentazione biografica e bibliografica relativa a Giuseppe Sacchetti e ogni ulteriore elemento che possa risultare utile all’esame della proposta.

Abbiamo cercato nei documenti prodotti dal Comune e disponibili sulla rete se esista già un’intitolazione del ponte o un progetto in tal senso, ma non abbiamo trovato nulla – se ci fossimo sbagliati, ci scusiamo per il disturbo.

Restiamo in attesa di Vostro gentile riscontro.

Confidando nella cortese attenzione dell’Amministrazione e delle commissioni competenti, porgiamo distinti saluti e ci auguriamo che la nostra richiesta risulti grata.

 

La Confraternita del Zocco

 


venerdì 14 agosto 2026

Conservatorismo e tradizionalismo in Russia



Interessanti nuove ci giungono dagli amici legittimisti russi. 

Il video che seguirà, intitolato Le idee conservatrici in Russia, è stato realizzato dalla redazione di Paradossi del Tempo; in esso si affrontano i rapporti tra conservatorismo e tradizionalismo nella Russia contemporanea, con particolare attenzione alle loro prospettive divergenti e soprattutto al loro significato nel dibattito culturale e politico odierno.

La discussione politica vede la partecipazione del Professor Minakov e nasce da un interessante confronto sui significati e sulle differenze tra i concetti di «conservatorismo» e «tradizionalismo», stimolato anche da alcuni interventi apparsi sulla nostra rivista riguardanti l'incompatibilità tra le due posizioni di pensiero.

Si tratta di un contributo utile per comprendere meglio il pensiero conservatore e tradizionalista russo e il loro rispettivi ruoli nel panorama intellettuale contemporaneo.

Ecco il collegamento al video da youtube:
https://www.youtube.com/watch?v=nSBihjKJomE&t=6s

E da VK:

Purtroppo dall'inizio dell'operazione militare speciale russa in Europa orientale, molti canali youtube sono stati bloccati, limitati od oscurati con l'evidente fine di nascondere ai cosiddetti "occidentali" ogni opinione discordante con il dettato atlantista.
Anche noi (che non ci consideriamo affatto "occidentali"), con le nostre poche forze, cerchiamo di opporci a queste strategie e di continuare a fare informazione.
La Redazione               

giovedì 13 agosto 2026

Il passato… e il futuro!




Dal 13 agosto 2026, Ernesto il disingannato cambia Direttore.
Nata nel 2017 per iniziativa del Professor Gianandrea de Antonellis, che ne è stato ideatore e Direttore, la nostra rivista digitale ha rappresentato in questi anni uno spazio di riflessione e approfondimento dedicato alla tradizione, al legittimismo e al pensiero carlista. Al Professore – che dirige anche la Collana di Studi Carlisti delle Edizioni Solfanelli – va innanzitutto la nostra gratitudine per aver dato vita a questo progetto, e per averne indicato con chiarezza l’orizzonte e la via da percorrere. 
Il nome stesso che egli scelse per la rivista richiama un’opera singolare della letteratura napoletana dell’Ottocento: Ernesto il disingannato, considerato il primo romanzo borbonico nel panorama italiano, pubblicato originariamente a puntate tra il 1873 e il 1874 sulle pagine del mitico giornale partenopeo Il Trovatore.
In questo romanzo popolare il protagonista, dopo aver sperimentato sulla propria pelle l’inganno del liberalismo e delle società segrete del suo tempo, giunge a un nuovo giudizio sulla realtà e impegna tutte le proprie risorse al servizio del Carlismo. Non è casuale, dunque, che proprio questo titolo sia stato scelto per una pubblicazione che vuole contribuire, nel suo piccolo, a vedere oltre le illusioni del presente.
Per Ernesto il disingannato cambia il Direttore quindi, ma non la direzione da seguire…
Oggi raccolgo il testimone con senso di responsabilità e con la volontà di proseguire questa esperienza senza smarrirne l’identità. Ovviamente, Ernesto il disingannato è e resta legato al Circolo Carlista Generale Borges di Napoli, fedele a SAR Don Sisto Enrico di Borbone, e si impegnerà a mantenere vivo uno sguardo autenticamente tradizionalista sulla realtà, aprendosi come sempre alle questioni culturali, storiche e politiche che interrogano il nostro presente (e il nostro futuro…).
Il nostro riferimento rimane lo stesso di sempre, il quadrilemma carlista: Dios, Patria, Fueros y Rey. Quattro parole che riassumono la nostra concezione organica della comunità, della politica e della libertà, fondata sulla Religione, sulle autonomie concrete dei corpi sociali, sulla legittimità e sulla continuità storica. Dio, Patria, Governo Legittimo e Libertà vera: Libertà Municipale.
Con questo spirito, Ernesto il disingannato prosegue il suo percorso. Sempre con umiltà, ma anche con la ferma intenzione di smontare e contestare le mode e le manie "del momento": per continuare a cercare la Verità, riconoscere gli inganni e, soprattutto, non dimenticare da dove veniamo e verso quale Bene dobbiamo tendere.

Dios, Patria, Fueros y Rey!

Riccardo Pasqualin

Membro del Circolo Carlista Generale Borges

giovedì 2 luglio 2026

Intervista al Principe Aleksandr Golitsyn

Recentemente è stato inaugurato il sito dell’Unione della Nobiltà, l’organizzazione zarista fondata sui principi della legittimità a cui ci eravamo rivolti tempo addietro per avere notizie sulla situazione dei monarchici nelle Russie. L’Unione è presieduta da un rappresentante di una delle più antiche e illustri casate nobiliari russe, il Principe Aleksandr Golitsyn, di cui è stata pubblicata un’intervista il 29 giugno 2026. Dopo aver ottenuto le debite autorizzazioni, presentiamo ai nostri lettori il testo dell’articolo in traduzione italiana senza aggiungere commenti sul contenuto.

Al momento non ci sono rapporti ufficiali tra la Comunione Tradizionalista e il legittimismo zarista, tuttavia riteniamo utile compiere un lavoro di semplice informazione e divulgazione che speriamo di proseguire con la pubblicazione di altri materiali. Va premesso che il pezzo contiene vocaboli ed espressioni intraducibili; laddove non è stato possibile renderli in italiano, sono stati lasciati in russo.

lunedì 1 giugno 2026

Il motto «I Simili con i Simili», ripetuto ossessivamente come mantra giustificativo dello Stato assolutista ed opprimente che controlla la particolare morale di questo mondo alternativo, condanna la sessualità naturale, cioè della natura ferina, comune tra gli animali, contrapponendole il “sano” principio dell’omosessualità, umana e razionale, che, emancipando appunto l’uomo dalle bestie e avvicinandolo all’amore divino, puro e disincarnato dalla necessità di riproduzione, sta alla base della Società dei Simili, che dà titolo alla dilogia che unisce i due romanzi distopici Omocrazia  ed Eterofobia.

martedì 12 maggio 2026

Evola, l’impero e la Serenissima: osservazioni giuste ed errate


Per comprendere la concezione dell’impero e dell’imperialismo nel pensiero di Julius Evola può essere utile la lettura di alcuni suoi scritti solitamente trascurati dai più: gli articoli de «La Torre», quindicinale romano da lui fondato nel 1930 e sopravvissuto per solo dieci numeri.

L’obiettivo della testata era quello di indicare agli italiani quale fosse il “vero tradizionalismo” (dal punto di vista di Evola e dei suoi sodali) e di influenzare almeno una parte degli intellettuali fascisti con la speranza di riorientare il regime. Smessi temporaneamente i panni dell’occultista, il filosofo criticò sia l’ostentato provincialismo di Strapaese che il modernismo futurista, i quali rappresentavano allora due estremi della cultura fascista.

Secondo Evola, il fascismo “ufficiale” era troppo nazionalista e troppo poco impegnato nel ristabilimento della “tradizione”, due attacchi che costituiscono un dato fondamentale per la visione “imperialista” di Evola.