martedì 1 settembre 2026

Zumalacárregui e i baschi

 

Tomás de Zumalacárregui (1836), ritratto di Adolphe Jean-Baptiste Bayot.


"L'interesse che Zumalacárregui dimostrò nelle sue azioni per la sorte del popolo è, a nostro avviso, ciò che contribuì maggiormente a rafforzare il suo grande prestigio tra gli abitanti della Navarra e delle tre province basche: tanto che, considerandolo loro scudo e protettore, [...] gli obbedirono ciecamente e si offrirono volentieri a qualsiasi sacrificio egli esigesse da loro."


Juan Antonio de Zaratieguei (1804-1873), Vita e gesta di Don Tomás de Zumalacárregui

[Traduzione di Edoardo Rosa]

sabato 29 agosto 2026

La Vocazione Eroica della Fede: Il Messico dopo la Guerra Cristera

 

di Maria Gpe. Carrasco Altuzar

Nel centenario degli avvenimenti accaduti nel Messico post rivoluzionario con la Cristiada (1926-1929), il ricordo di quei fatti evoca nella memoria il lodevole nome di David Guadalupe Ramírez (1899-1950), più conosciuto sotto lo pseudonimo di “Jorge Gram”, prete, uomo profondamente spirituale e colto che scrisse la celebre trilogia letteraria controrivoluzionaria di argomento cristero formata da Héctor, Jael e infine La guerra sintetica, apparsa tra il 1930 e il 1937. Nell’edizione della sua prima opera, con data 1929, spiegò con fervore e speranza il senso del suo lavoro:  

venerdì 28 agosto 2026

Convegno storico a Verona: "1822-1856 dal Congresso di Verona al Congresso di Parigi (nel 170° anniversario)"

L'Associazione Culturale Veneto Russia e il Comitato Veneto Indipendente hanno organizzato per sabato 19 settembre 2026 il convegno storico "1822-1856 dal Congresso di Verona al Congresso di Parigi (nel 170° anniversario). La questione italiana e la questione veneta". 

L'evento culturale avrà luogo presso il locale Liston 12 in Piazza Bra, a Verona, e inizierà alle ore 10:30.

Interverranno tre relatori (di seguito gli argomenti che tratteranno):


❒ Michail Talalay  - La guerra di Crimea e il Congresso di Parigi

❒ Riccardo Pasqualin - Austria e Russia nelle opinioni di un veneto: Antonio Maresio Bazolle

❒ Nicola Cavedini - Daniele Manin e la Repubblica di San Marco del 1848, tra verità e leggenda


Grato dell'invito, Riccardo Pasqualin, direttore della rivista digitale Ernesto il disingannato, esprime con soddisfazione il proprio apprezzamento per il fatto che l'amicizia tra i veneti e i russi continui a dimostrarsi più forte della propaganda atlantista e dell'egemonia statunitense presenti nei territori della cosiddetta "Unione Europea".




 

giovedì 27 agosto 2026

Mestre e Venezia non si pieghino ai ricatti dei bengalesi




Da ormai alcuni giorni si discute sul caso delle minacce che la cosiddetta "comunità bengalese" di Mestre ha rivolto al resto della popolazione cittadina, nonché ai veneziani. 
I bengalesi vogliono una moschea e se non saranno accontentati, dicono, smetteranno di lavorare.
I sedicenti "mediatori linguistici e culturali" della "comunità bengalese" (gli stessi che istruivano certi loro allievi a votare per le sette progressiste...) intervistati dai telegiornali locali dicono che per l’integrazione ci vogliono scuole, ma non si capisce in che modo le scuole abbiano a che fare con un luogo di culto.

lunedì 24 agosto 2026

Il Gran Bé: l’ultimo desiderio di Chateaubriand

 di Edoardo Rosa



Chateaubriand ritratto da Anne-Louis Girodet de Roussy-Trioson 
(particolare del dipinto Chateaubriand che medita sulle rovine di Roma)


Una bianca croce si staglia sull’Oceano Atlantico e guarda in faccia la Gran Bretagna, accanto una lapide: “Un grand écrivain français a voulu reposer ici pour n'y entendre que la mer et le vent. Passant, respecte sa dernière volonté” (Un grande scrittore francese volle riposarsi qui per poter sentire solo il mare e il vento. Passando, rispetta la sua ultima volontà).
È sull’isolotto del Grand Bé, di fronte alla città di Saint-Malo, in Bretagna, che sorge la tomba di Chateaubriand, austera e malinconica come la sua vita; raggiungibile soltanto quando la bassa marea libera il passaggio, essa appare e scompare quasi al ritmo del mare.
Isolata ma molto frequentata, ci fa riflettere sul vissuto del grande politico legittimista: un’esistenza travagliata, di tragedie personali, esili forzati e di gravi lutti causati dalla furia rivoluzionaria che seminò strage nell’aristocrazia francese.

domenica 23 agosto 2026

1870: Carlos VII ringrazia i popoli delle Asturie




Grazie alle Asturie per la loro entusiastica manifestazione di fedeltà e per il ricco dono che da questo momento adornerà il petto del Principe legittimo, che porta il titolo con cui fin dall’antichità il mondo conosce gli eredi della Corona di Spagna.
Con nobile orgoglio avete ricordato, e con imponderabile soddisfazione ho ascoltato, i fatti illuminanti che illustrano la storia della nobile terra delle Asturie.
Giudichi bene quando attribuisci allo spirito di religiosità e di indipendenza l’origine delle imprese che, in tempi memorabili, compirono i nostri illustri antenati. Questo spirito è quello che ancora, per grazia speciale di Dio e nonostante le rivoluzioni, vive e incoraggia il popolo spagnolo; è lui che ispira l’anima mia pensando alla gloriosa restaurazione che metterà fine ai grandi dolori che soffre oggi la mia amata Patria.
Carlos VII, La Faraz, 2 agosto 1870

[Traduzione di Edoardo Rosa]

giovedì 20 agosto 2026

Ruzante e il “diritto” di manipolare un classico?


di Boina Rossa

 


C’è una curiosa indignazione che si aggira per i giornali e sulla rete ogni volta che qualcuno osa mettere mano a un classico. Il classico, almeno in alcuni casi, pare intoccabile. Ma questa regola vale a singhiozzo. Perché a volte quando a essere toccato è un testo che, pur appartenendo al patrimonio della nostra provincia, in realtà conosciamo poco, allora il rispetto per la tradizione si trasforma rapidamente in libertà, non tanto creativa o di contaminazione, quanto di riscrittura integrale…se non si vuol parlare direttamente di demolizione.