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lunedì 4 settembre 2023

Ordine, Rivoluzione, Controrivoluzione

Una riflessione

di Gianandrea de Antonellis


Spesso si parla di “Rivoluzione e Controrivoluzione”, ponendoli sempre in questa sequenza, corretta ma incompleta.

Infatti, cronologicamente (e logicamente) parlando, la Rivoluzione non è uno stadio iniziale, bensì successivo e contrapposto a uno stato preesistente di Ordine (il kosmos). A differenza di quanto suggerivano i miti greci («Nel principio era il Caos»), la nostra cultura fa iniziare la storia con un concetto opposto: «In principio era l’Ordine», il Kosmos o, evangelicamente, il Logosἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος», recita appunto il prologo o initium Evangelii secundum Ioannem letto quotidianamente nella versione latina al termine di ogni Messa).

L’Ordine, quindi, precede sempre la Rivoluzione (ovvero il disordine). La Controrivoluzione (cioè «il contrario della Rivoluzione e non una Rivoluzione contraria», per citare Joseph de Maistre) segue, cronologicamente (e logicamente) la Rivoluzione, ma non postula altro che un “ritorno all’Ordine”.

mercoledì 30 novembre 2022

Il Portastendardo di Civitella del Tronto n. 18

 Elogio del presepe napoletano



Incipit

Il termine presepe (o presepio) deriva dal latino praesepe (o praesepio o ancora praesepium) che vuol dire mangiatoia, Ed effettivamente tutto ruota attorno alla mangiatoia. È storicamente noto che l’idea di rappresentare la natività di Gesù, durante il periodo natalizio, venne a S. Francesco d’Assisi che nel 1223 realizzò a Greggio il primo presepe.

Nei primi secoli successivi a questa data l’iconografia presepiale è ridotta all’essenziale: Gesù, Maria, Giuseppe, il bue, l’asinello, gli angeli, i pastori ed i Magi. A Napoli abbiamo, invece, notizie del presepe già in epoca antecedente a quello di S. Francesco d’Assisi. Infatti, un documento del 1025 narra dell’esistenza di un presepe nella chiesa di S. Maria del Presepe.