giovedì 12 ottobre 2023

Napoleone feticcio delle sette partitiche esterofile

I progressisti italici non cessano di mostrare ogni giorno la loro incoerenza, inevitabilmente mista all’ipocrisia.

Quando Sarge Latchimy, deputato della Martinica, ha rifiutato di partecipare alle celebrazioni del 5 maggio 2021, bicentenario della scomparsa di Napoleone, ricordando come il corso ristabilì la schiavitù e ordinò crudeli spedizioni in Guadalupa e Santo Domingo, il progressismo italiano ha accolto tali proteste come un legittimo passo avanti in un processo di «decolonizzazione». Del resto Latchimy è di area progressista. Ben diversa è stata la reazione dei progressisti quando, pochi giorni fa, si è diffusa la notizia che Fabio Rampelli (Fardelli d’Italia), Vicepresidente della Camera, ha deciso di “sfrattare” il ritratto di Napoleone da Montecitorio chiedendo di ricollocarlo in un luogo più adeguato e ribadendo che il generale trafugò una grande quantità di opere d’arte dalla Penisola, molte delle quali sono rimaste in Francia. 

lunedì 25 settembre 2023

Notre Coeur di Guy de Maupassant



Recensione di Ludovico de Antonellis



Terminato nel 1890, Notre Coeur è l’ultimo dei romanzi dello scrittore Guy de Maupassant (1850-1893), autore di spicco della corrente del Naturalismo francese, movimento letterario il cui elemento fondamentale consisteva nel raccontare la realtà dell’epoca attraverso descrizione che fosse quanto più impersonale e oggettiva.

L’autore dimostra per l’ultima volta di rientrare a pieno tra i principali esponenti di questa corrente letteraria; la sua scrittura, infatti, trasmette semplicità d’espressione ed una assoluta assenza di ornato – che rimane imperturbata persino nei momenti di maggiore eloquenza. D’altronde, la forza dell’opera consiste soprattutto nella chiarezza espressiva del pensiero, che ne rende la lettura oltremodo scorrevole: questo stile scarno e che si sofferma solo sui particolari rilevanti è notevolmente efficace nel potersi soffermare sugli elementi fondamentali della storia.

venerdì 22 settembre 2023

L’Artsakh è finito? Non arrendiamoci

Il 9 e il 10 settembre di quest’anno, come di consueto, i legittimisti italici si sono riuniti a Civitella del Tronto per ricordare il sacrificio dei soldati che per ultimi difesero la fortezza, la Montejurra italica. Immaginando gli ultimi giorni dell’assedio di un’altra piazzaforte del Regno delle Due Sicilie, Gaeta, nel suo romanzo Non mi arrendo (Controcorrente, 2001), l’amico Gianandrea de Antonellis scrive che il suo protagonista, Luigi Vinciguerra 

lunedì 4 settembre 2023

Ordine, Rivoluzione, Controrivoluzione

Una riflessione

di Gianandrea de Antonellis


Spesso si parla di “Rivoluzione e Controrivoluzione”, ponendoli sempre in questa sequenza, corretta ma incompleta.

Infatti, cronologicamente (e logicamente) parlando, la Rivoluzione non è uno stadio iniziale, bensì successivo e contrapposto a uno stato preesistente di Ordine (il kosmos). A differenza di quanto suggerivano i miti greci («Nel principio era il Caos»), la nostra cultura fa iniziare la storia con un concetto opposto: «In principio era l’Ordine», il Kosmos o, evangelicamente, il Logosἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος», recita appunto il prologo o initium Evangelii secundum Ioannem letto quotidianamente nella versione latina al termine di ogni Messa).

L’Ordine, quindi, precede sempre la Rivoluzione (ovvero il disordine). La Controrivoluzione (cioè «il contrario della Rivoluzione e non una Rivoluzione contraria», per citare Joseph de Maistre) segue, cronologicamente (e logicamente) la Rivoluzione, ma non postula altro che un “ritorno all’Ordine”.

sabato 2 settembre 2023

Il Portastendardo di Civitella del Tronto n. 27 (settembre 2023)

 Dall’intelligenza reale all’Intelligenza Artificiale


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Per il tradizionalista francese Louis de Bonald la lingua è giunta all’uomo per rivelazione divina ed è per mezzo del linguaggio, quale dono divino, che la Verità è stata svelata da Dio all’uomo. L’uomo, con la forza espressiva del linguaggio, nel suo instancabile cammino lungo le strade della storia, non si è mai arreso di fronte agli enormi ostacoli che ha incontrato davanti a sé. Il linguaggio è stato sempre il prerequisito del pensiero. In altri termini, l’uomo, in quanto figlio di Dio, ha la capacità di pensare in modo critico, di provare emozioni, di sognare, di produrre arte e di amare perché la sua intelligenza è reale. L’uomo esprime amore ed odio con le parole, trasmette sensazioni e pensieri sempre con le parole, impara ed insegna ugualmente con le parole. Il linguaggio è tutto ed esso permette alla persona di differenziarsi da tutte le altre forme di vita. Non a caso nel Vangelo si dice: “In principio era il Verbo”.

martedì 15 agosto 2023

Copisti e filologi, manuale di filologia e non solo

Leighton D. Reynolds, Nigel G. Wilson, COPISTI E FILOLOGI. La tradizione dei classici dall'antichità ai tempi moderni, Antenore, Padova 2016, p. 296 - € 26

Se c’è un testo che uno studioso di filologia dovrebbe leggere per iniziare la sua formazione è Copisti e filologi di Reynolds e Wilson, la cui terza edizione riveduta e ampliata è stata pubblicata dall’Editrice Antenore nel 1987 e continua a essere ristampata.

Nella sua premessa Giuseppe Billanovich demarca subito la triste distanza che separa la contemporaneità dal mondo dei letterati vissuti tra il medioevo e l’età moderna: «Una delle conversioni che più possono impressionare gli spiriti attenti è il diminuire precipitoso della conoscenza delle lingue classiche: dal livello massimo dello specialista a quello minimo dello studente liceale. Prima rinunziò a insegnare in latino il professore e poi a rogare in latino il notaio; e ora finalmente anche la più vasta e la più concorde delle Chiese cristiane, la Chiesa cattolica romana, prega non più con una unica voce in latino, ma in cori delle lingue nazionali. 

domenica 13 agosto 2023

D.H. Lawrence e il neopaganesimo in Ispanoamerica

 

David Herbert Lawrence (1885-1930) è senza dubbio annoverabile tra gli scrittori rivoluzionari, le sue opere hanno fatto scandalo, eppure leggerle con discernimento – come dei documenti – può dirci molto di utile sul suo tempo e sul nostro.

Nei libri di Lawrence aleggia una domanda: che ne sarà del mondo moderno? Cosa gli succederà?

Il romanzo di cui in questa occasione vogliamo trattare è Il serpente piumato, pubblicato nel 1926, e iniziato sicuramente dopo il 23 marzo 1923, data del trasferimento dell’autore in Messico, dove è ambientata la trama.