giovedì 2 luglio 2026

Intervista al Principe Aleksandr Golitsyn

Recentemente è stato inaugurato il sito dell’Unione della Nobiltà, l’organizzazione zarista fondata sui principi della legittimità a cui ci eravamo rivolti tempo addietro per avere notizie sulla situazione dei monarchici nelle Russie. L’Unione è presieduta da un rappresentante di una delle più antiche e illustri casate nobiliari russe, il Principe Aleksandr Golitsyn, di cui è stata pubblicata un’intervista il 29 giugno 2026. Dopo aver ottenuto le debite autorizzazioni, presentiamo ai nostri lettori il testo dell’articolo in traduzione italiana senza aggiungere commenti sul contenuto.

Al momento non ci sono rapporti ufficiali tra la Comunione Tradizionalista e il legittimismo zarista, tuttavia riteniamo utile compiere un lavoro di semplice informazione e divulgazione che speriamo di proseguire con la pubblicazione di altri materiali. Va premesso che il pezzo contiene vocaboli ed espressioni intraducibili; laddove non è stato possibile renderli in italiano, sono stati lasciati in russo.

L’intervista

Perché ha deciso di diventare fondatore dell’organizzazione pubblica regionale Unione della Nobiltà dove è stato eletto Voivoda (Predvoditel’)?

I Golitsyn hanno alle spalle una lunga storia di servizio alla nostra Patria, con cariche di boiari e okolničij già prima del 1613. Dalle prime fasi della creazione dell’Impero da parte di Pietro I fino agli ultimi giorni del regno dell’Imperatore Nicola II, i Golitsyn sono stati fedeli ai loro sovrani. L’ultimo presidente del Consiglio dei ministri dell’Impero Russo fu il Principe Nikolaj Dmitrievič Golitsyn. In esilio, il Principe Dmitrij Petrovič Golitsyn (che usava lo pseudonimo letterario Muravlin) fece parte del circolo più vicino al Granduca Kirill Vladimirovič. È proprio dalla penna di Golitsyn-Muravlin che fu redatto il manifesto destinato alla firma del Granduca Kirill Vladimirovič per assumere la tutela del trono imperiale.

Quando nel 1990 fu creata l’Assemblea nobiliare russa, essa fu guidata dal Principe Andrej Kirillovič Golitsyn. Con la creazione nel 2002 dell’Unione internazionale della nobiltà, il Principe Andrej Kirillovič Golitsyn ne divenne il capo, e mio padre, il Principe Vladimir Aleksandrovič Golitsyn, nel 2012 divenne presidente del consiglio.

Risulta quindi chiaro che il servizio alla Russia sia una caratteristica speciale della Casata dei Golitsyn. Come valuta oggi, dal punto di vista del servizio alla Patria, la nostra frammentata comunità nobiliare [quella russa, ndr]? Quali requisiti devono avere coloro che desiderano entrare nei vostri ranghi?

Essa è frammentata poiché, senza l’Imperatore, la nobiltà è rimasta orfana. Molte tradizioni sono andate perdute: ciò che un tempo era ovvio oggi fatica a riaffermarsi. Viviamo in un’epoca “spenta”, in cui non c’è fiducia reciproca, non ci sono obiettivi comuni e ci sono poche azioni concrete. Possiamo dire che oggi ciascuno è regista e sceneggiatore di sé stesso. Molti si sono ritirati in isolamento, concentrandosi solo su lavoro e famiglia, mentre altri cercano di creare comunità simili a caste chiuse, che ammettono solo i “veri” nobili. Tuttavia, ci sono anche persone che fanno tutto il possibile per rinvigorire la vita russa senza nascondersi dietro a comode scuse che permettono di “restare seduti al calduccio”, ma sono molto pochi.

Abbiamo dovuto ripensare molti aspetti lavorando sui documenti costitutivi. Abbiamo deciso che non ha senso cercare chi “non si lascia trovare nemmeno con il lanternino”. Se una persona serve la propria Patria e difende le tradizioni storiche, allora appartiene al ceto servente, caratteristica che è sempre stata della nobiltà russa. Secondo il nostro statuto, membri dell’organizzazione possono essere proprio queste persone dotate di spirito di servizio. Tuttavia, l’appartenenza all’Unione non è una conferma di un qualche titolo nobiliare per coloro che non sono discendenti di famiglie nobili dell’Impero russo e non appartengono alla nobiltà sulla base dei decreti successivi al marzo 1917.

La nobiltà è stata “liberata” dal servizio obbligatorio all’Impero da Caterina la Grande. Cosa dovrebbe cambiare oggi perché tutti tornino a servire?

La “libertà della nobiltà” fu sancita da Caterina II, e prima ancora da Pietro III. Ma nelle leggi dell’Impero Russo si dice anche altro: la nobiltà ha il sacro dovere di difendere il Trono e la Patria, senza risparmiare né forze né vite. Il Trono imperiale e la Patria esistono fuori dal tempo. L’atto di successione di Paolo I stabilisce che un legittimo erede al trono esiste sempre, quindi esiste sempre anche il Trono.

Si può discutere su chi abbia il diritto legittimo al trono imperiale, ma nessuno pretende che tutti risolvano subito la questione. Come diceva Giovanni di Kronštadt: “La Russia è lo sgabello del trono di Dio”. Perciò nessuno ha abolito il dovere di servire il Trono e la Patria, soprattutto nei difficili tempi odierni.

Come si può identificare il legittimo sovrano se molti non riescono a concordare sull’erede del trono?

Nel 1924 l’Imperatrice vedova Maria Fëdorovna formulò la seguente idea: il sovrano sarà indicato dalle leggi fondamentali, in accordo con la Chiesa ortodossa e il popolo russo. E Giovanni Massimovič aggiunse che il diritto imperiale resta inalterato fino alla comparsa di un sovrano autocratico.

Le leggi dell’Impero descrivono chiaramente la procedura: si riuniscono i consigli rappresentativi (Zemskij Sobor), che oggi potrebbero essere assimilati a un’assemblea costituzionale, e da lì si determina il legittimo erede tra i discendenti della dinastia Romanov.

Esistono oggi famiglie che soddisfano questi criteri?

Sì. I discendenti del Granduca Vladimir Kirillovič, il cui matrimonio era morganatico, non hanno diritti al trono. Il diritto passa ai discendenti di sua sorella maggiore, la Granduchessa Maria Kirillovna, moglie del Principe Carlo III di Leiningen. Se questa linea si estinguesse, il diritto passerebbe alla linea della sorella minore, la Granduchessa Kira Kirillovna.

L’Unione della Nobiltà si occuperà di politica?

L’Unione non è un partito politico. Tuttavia, sostenere le tradizioni storiche può essere pienamente considerato fare politica. La civiltà russa oggi affronta gravi sfide, e rifiutare l’esperienza accumulata nei secoli può portare a conseguenze catastrofiche. Le nostre tradizioni, come Unione della Nobiltà, uniscono la fede ortodossa, la lingua e la cultura russa, la dignità civile e il servizio alla Patria.

Può parlarci del casato dei Principi Golitsyn?

I Golitsyn discendono dal Gran Principe di Lituania Gediminas. Già dal 1408 è documentato il servizio del suo discendente Patrikij al Gran Principe Vasilij I. Il soprannome “Golitsa” deriva da un guanto d’armatura (“goliца”) indossato da Michail Ivanovič Bulgakov, boiaro e voivoda sotto Vasilij III e Ivan il Terribile [in realtà sarebbe più corretto tradurlo in italiano come “il Temibile”, in russo l’aggettivo originale non ha accezione negativa, ndr].

I Golitsyn hanno sempre servito il trono russo sia in ambito militare che civile, ricevendo onori e terre.

Cosa è accaduto alla sua famiglia dopo la guerra civile?

Negli anni Trenta, molti dei Golitsyn furono perseguitati per la loro origine nobiliare. Mio nonno fu arrestato e inviato in Siberia, poi nuovamente arrestato nel 1938 e fucilato a 29 anni. Anche altri membri della famiglia subirono lo stesso destino. Le proprietà familiari furono devastate o confiscate.

Come ricorda l’URSS e come valuta il presente?

Sono nato e cresciuto a Mosca in epoca sovietica. Ho lavorato in fabbrica, poi mi sono laureato in ingegneria. Dopo il crollo dell’URSS ho lavorato nel settore giuridico. Ogni epoca ha aspetti positivi e negativi, ma la questione della giustizia resta centrale.

Qual è stato il problema della giustizia nel periodo di transizione?

La perestrojka ha distrutto ciò che era stato costruito. Non ci sono state vere scuse né compensazioni per le repressioni. Le privatizzazioni hanno portato alla dispersione delle risorse del paese e alla nascita degli oligarchi.

La vostra organizzazione stringerà alleanze [politiche, ndr]?

Per ora non fa parte di alcuna alleanza. Eventuali decisioni saranno prese secondo lo statuto.

Puntate ad avvicinare le masse all’organizzazione?

No. La nobiltà è sempre stata una minoranza. Non ci aspettiamo grandi numeri. Sicuramente non accettiamo né nostalgici di Stalin né russofobi.


[Traduzione di Nadia. Fonte originale: Интервью князя Александра Владимировича Голицына]


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