Il saggio di Evola su Petitto fu pubblicato in La Vita Italiana, nello stesso anno in cui fu stampato il volume – che fu poco gradito dal Barone romano. In questa sorta di lunga recensione, Petitto è accusato di voler scendere a patti con la modernità: secondo Evola egli «vive della nostalgia per una imagine tratta dalla società di ieri senza rendersi conto che questa stessa imagine già costituisce un compromesso e una deviazione limitatrice rispetto ai puri principi», «Oggi come mai è necessario tenersi intransigentemente sulle linee di vetta: creare distanze invalicabili fra valori e valori» (cfr. RigenerAzione Evola)... o meglio (come vedremo) tra uomini e uomini.