venerdì 2 febbraio 2024

Presentata a Napoli la «Collana di Studi Carlisti»

Il giorno venerdì 2 febbraio 2024, nella prestigiosa sede della Arciconfraternita e Monte del SS. Sacramento dei Nobili Spagnoli, sita all’interno della basilica di San Giacomo degli Spagnoli a Napoli, è stata presentata la “Collana di Studi carlisti” delle edizioni Solfanelli di Chieti, che negli ultimi anni ha colmato un imbarazzante vuoto bibliografico.

Infatti, come ha ricordato il direttore della collana, Gianandrea de Antonellis, prima che nel 2018 venisse pubblicato Il Carlismo (traduzione del saggio ¿Qué es el Carlismo?, il panorama pubblicistico sul Tradizionalismo ispanico era desolante: l’unico volume disponibile, infatti, era Il carlismo. Storia di una tradizione controrivoluzionaria nella Spagna contemporanea di  Jordi Canal (Guerini, Milano 2011), che però – essendo incentrato soprattutto sulla ricostruzione delle tre guerre carliste – sostanzialmente ribadiva i tre errori che accompagnano la conoscenza del Carlismo nella Penisola italiana: cioè che si tratti di una mera questione dinastica tra il legittimo Carlo V e sua nipote Isabella; che si tratti di una questione puramente spagnola e, infine, che sia limitata all’800.

Dopo i saluti del Governatore dell’Arciconfraternita, Don Landolfo Caracciolo di Melissano, Principe di Melissano e di Scanno, ed una introduzione del professor Miguel Ayuso (che, non potendo essere presente per motivi di salute, ha inviato un messaggio letto da Don Nicola Caracciolo, Duca di San Vito), è stato presentato il piano del lavoro, che in questi anni, sotto il patrocinio del Consiglio di Studi Filippo II, ha dato alla luce undici titoli della collana (cui sono da aggiungere altri cinque testi fuori collana o in collane associate), pubblicando saggi storici, dottrinari, documentali e letterari, questi ultimi testimonianza dell’interesse verso l’argomento carlista, oltreché strumenti di diffusione dei principi tradizionalisti.

Dopo le indicazioni sui futuri testi da pubblicare e di come questa collana si leghi ad altri progetti editoriali (come le opere politiche complete del Principe di Canosa e la riproposizione di testi del pensiero politico della Napoli imperiale ispanica, anch’essi con il patrocinio del Consiglio di Studi Flippo II), la parola è passata a Francesco Maurizio Di Giovine, Commendatore della Legittimità Proscritta, il quale ha illustrato i rapporti tra il Carlismo e le Corti dell’Italia preunitaria, dimostrando che tutte (tranne il Granducato di Toscana, pesantemente influenzato dalla mentalità giuseppina) appoggiarono la lotta del Re legittimo Carlo V. Di Giovine ha così anticipato i temi che tratterà in un ampio saggio in più volumi in cui svilupperà, con l’ausilio di numerosi documenti, quanto ha già scritto nella Breve storia del Carlismo nella Penisola italiana (2022).

Ha chiuso i lavori il professor Giovanni Turco (uno dei massimi esperti del pensiero filosofico-giuridico-politico di Francisco Elías de Tejada, che ha contribuito grandemente a far conoscere in lingua italiana, curando molte sue traduzioni), il quale ha ripreso alcuni concetti già espressi – dalla questione del Carlismo da intendere come dottrina tradizionale e non quale ideologia astratta, a quella della legittimità di esercizio che, pur seguendo cronologicamente la legittimità di origine, prevale però su di essa –, trattandoli da un punto di vista filosofico e concludendo con l’indicare il Carlismo quale terapia (ed unica terapia) per risolvere alla radice i mali dell’attuale situazione politica.

L’incontro, al quale ha partecipato un pubblico selezionato ma attento, si è concluso con un momento conviviale.

L'audio della presentazione si può ascoltare sul canale Telegram del Circolo Tradizionalista José Borges (Carlismo_Na). I primi due minuti e mezzo hanno un volume più basso del resto della conferenza.


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